L’Heydar Aliyev Center di Baku, Azerbaijan

Baku è la capitale dell’Azerbaijan, una nazione situata nella regione del Caucaso e bagnata dal mar Caspio attualmente in notevole sviluppo dal punto di vista sia urbanistico che architettonico. La sua particolare posizione, punto di snodo geografico tra paesi molto diversi come Russia ed Iran, ha notevolmente condizionato l’emergere di una cultura autonoma. Dopo il riconoscimento della sua indipendenza dall’Unione Sovietica nel 1991, l’Azerbaijan ha cercato di delineare una propria identità culturale legata alla necessità di aprirsi al mondo per imprimere forte impulso allo sviluppo dell’economia e del turismo. In quest’ottica si colloca il progetto dell’Heydar Aliyev Cultural Center, situato esattamente in quella che è la porta di ingresso della città provenendo dall’aeroporto, progettato dall’archistar Zaha Hadid ed realizzato dalla Dia Holding, il più importante General Contractor dell’Azerbaijan. La sua architettura fluida si espande fino ad avvolgere l’area circostante formando la Cultural Plaza, fornendo un importante contributo al processo di riqualificazione urbana. Questa casa della cultura ospiterà tre auditorium, una libreria e un museo, su una superficie calpestabile di oltre 100 mila metri quadrati. Il progetto prevede inoltre per la zona circostante l’Heydar Aliyev Cultural Center edifici ad uso residenziale, uffici, un hotel e un centro commerciale, mentre la fascia tra il Centro e la via principale della città diventerà il Cultural Plaza, una piazza all’aperto nonché uno spazio accogliente per i visitatori.

L’Heydar Aliyev Cultural Center di Baku è un edificio che esprime, nella sua architettura, tutta la sensibilità e la diversità della cultura azera. È un luogo destinato ad ospitare vari programmi culturali, il suo design si distanzia molto da quello rigido e monumentale dell’architettura sovietica presente in questa città. Un design fluido, fatto di ondulazioni che stabiliscono una relazione di continuità tra la piazza e l’interno dell’edificio. Il risultato è un paesaggio architettonico che accoglie, abbraccia e indirizza i visitatori durante la loro visita e supera la convenzionale differenza tra architettura e paesaggio, tra interno ed esterno. Chi ha già fatto un viaggio in Azerbaijan sa che la fluidità dell’architettura non è una novità per la cultura di questi luoghi. La continuità è una costante: dalla scrittura calligrafica agli schemi dell’architettura islamica, dai tappeti ai muri, ai soffitti, alle cupole. Qui esiste una relazione senza interruzioni e distinzioni tra elementi di architettura ed il posto in cui sorgono, è evidente anche l’interpretazione contemporanea dell’iconografia del passato.

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