Floating City, la città galleggiante

Sappiamo tutti quanto sia importante rispettare l’ambiente anche se, al giorno d’oggi, parole come congestione, inquinamento e diminuzione  delle aree verdi, per  la costruzione di fabbricati, siano ormai entrate a fare parte del linguaggio quotidiano.

Per contrastare tutto ciò, il gruppo di costruzioni cinese Cccc ha incaricato lo studio AT Design per la progettazione di una floating city, ossia una città galleggiante. La città, al largo di Hong Kong, si svilupperebbe sia in superficie ma anche nel fondale marino. Proprio qui potremmo trovare ampi spazi verdi, giardini verticali connessi con la terraferma tramite tunnel e addirittura strade percorribili con un unico mezzo: il sottomarino.Unica spesa da mettere in previsione dal momento che, per il resto, la città galleggiante sarebbe una città autosufficiente, ecosostenibile e ad emissioni zero. Serre e vivai creati ad hoc garantirebbero la produzione di cibo mentre generatori idroelettrici, pannelli fotovoltaici e bacini di acqua piovana assicurerebbero l’approvvigionamento elettrico.

Per il momento la città galleggiante è solo un progetto su carta ma noi di Fattore R ci auguriamo che esso prenda vita in tempi brevi. Dal punto di vista ricreativo, invece, la floating city resta una città come le altre. Si potrà andare al cinema, al ristorante, al museo,in hotel o decidere di fare una romantica passeggiata nel parco. L’unico interrogativo sarà decidere se rimanere sulla terraferma oppure andare sott’acqua.

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